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Il modello sanità lombarda da seguire: arrestato il vice presidente.

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Il modello sanità lombarda da seguire: arrestato il vice presidente.
Tangenti Sanità in Lombardia: arrestato vice presidente Mantovani per corruzione, concussione e turbativa degli incanti

Tangenti Sanità in Lombardia: arrestato vice presidente Mantovani per corruzione, concussione e turbativa degli incanti.

Truccati appalti anche per il trasporto dei dializzati. Indagato anche l'assessore Garavaglia della Lega Nord. M5S, presentiamo mozione di sfiducia a Maroni.
Il vice presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani sceso in politica con la nascita di Forza Italia, è stato arrestato con le accuse di concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti in un'inchiesta della Gdf e della Procura di Milano che ha portato in carcere altre due persone, tra cui un dipendente della Regione.
 
In carcere è finito anche Giacomo Di Capua, 34 anni, "in qualità di stretto collaboratore di Mario Mantovani e dipendente della Regione Lombardia" e Angelo Bianchi "in qualità di ingegnere del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e la Liguria. 

Ci sarebbero anche alcuni appalti per il servizio di trasporto dei malati dializzati tra le gare truccate da Mantovani

Tra i 12 indagati anche l'assessore lombardo all'Economia, Massimo Garavaglia (Lega). Garavaglia, che è stato una delle persone perquisite oggi dalla Guardia di Finanza, è accusato di turbativa d'asta.
LE GARE TRUCCATE

l centro dell'inchiesta della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un dirigente del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e la Liguria, ci sono più filoni relativi ad appalti truccati, episodi di corruzione e concussione. Da quanto si è saputo, Mantovani, infatti, avrebbe truccato anche gare per lavori di ristrutturazione di scuole in alcuni comuni, tra cui Arconate, di cui è stato sindaco.Un altro fronte dell'inchiesta riguarda i lavori 'gratis' che l'ex assessore alla Sanità avrebbe ottenuto per immobili a lui riconducibili in cambio di lavori affidati ad un architetto in alcuni appalti. I lavori, prezzo della presunta corruzione, riguarderebbero case e appartamenti di proprietà di Mantovani o dei suoi familiari, case di riposo, tra cui l''Opera Pia Castiglioni', cascine. Un episodio di presunta corruzione, da quanto si è saputo, riguarda anche l'azienda ospedaliera di Pavia, mentre tra le gare truccate ci sarebbe anche un appalto indetto dalla 'aggregazione Asl Milano Centro, Milano 1 e Pavia'.

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Sondaggi Renzi: fiducia in calo ecco i motivi.

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Sondaggi Renzi: fiducia in calo ecco i motivi.

Matteo Renzi negli ultimi mesi ha visto un progressivo calo nella fiducia registrata nei sondaggi politici.

Matteo Renzi negli ultimi mesi ha visto un progressivo calo nella fiducia registrata nei sondaggi politici. Rispetto all'inizio dell'esperienza da segretario del PD, sia il partito che il Governo registrano consensi in lieve decrescita quelli del leader calano. Addirittura per alcuni istituti sono al di sotto anche rispetto a quanto registrato all'epoca degli ultimi mesi di Mario Monti ed Enrico Letta. Ecco tre possibili cause.

Renzi e il calo nei sondaggi politici: il premier e la casta.

Quando Matteo Renzi ha affrontato le primarie, sia nel 2012 che nel 2013, ha fatto fortemente leva sugli argomenti anti casta.
Gli appassionati di politica ricorderanno certamente le fotografie dell'allora sindaco di Firenze recarsi in bicicletta al Comune.
Subito dopo la nomina a Presidente del Consiglio, Matteo Renzi dichiarava che:

“Io con la scorta? Mai! La gente è la mia scorta. Perché dovrei abbandonare la bicicletta?”
In molti gli hanno creduto. Ma i comportamenti del premier, almeno da questo punto di vista, non sono apparsi sempre coerenti.

Due episodi su tutti:

  • il capodanno 2015 di Matteo Renzi è stato caratterizzato dai selfie di Courmayeur. Nulla di male salvo il fatto che il premier ha utilizzato un volo di Stato per recarsi presso la nota località delle vacanze invernali. Ovviamente seguirono aspre polemiche;
  • più recentemente, in occasione della finale tutta italiana agli US Open femminili, Matteo Renzi ha deciso di recarsi a New York per sostenere le azzurre. Anche qui nulla di male se non fosse che il premier, ancora una volta, ha utilizzato un volo di Stato per andare ad una manifestazione comunque non istituzionale. E dove comunque le istituzioni erano già ben rappresentate dal presidente del CONI.

Renzi e il calo nei sondaggi politici: la questione delle pensioni

Un'altra possibile causa del calo (presunto o reale?) di fiducia registrato nei sondaggi politici sul premier è dato dalla gestione della patata bollente pensioni.

Anche in questo caso si possono prendere ad esempio almeno due casi:

  • innanzitutto la questione del rimborso delle pensioni INPS dovuto per effetto della nota sentenza della Corte Costituzionale. In questo caso, per dovere di cronaca, occorre subito sottolineare come quella sentenza si riferisca ad un periodo in cui il premier era ancora sindaco di Firenze. Malgrado ciò in diversi sondaggi politici si è rilevato come i pensionati attribuiscano forti responsabilità al premier, colpevole di non essere riuscito a garantire il rimborso integrale delle pensioni non indicizzate per il biennio 2012-2013;
  • a Matteo Renzi viene anche sottolineato da più parti il netto cambio di visione sulla Legge Fornero. All'epoca delle primarie 2012, infatti, il premier aveva dichiarato che la riforma delle pensioni varata dal Governo Monti era positiva. Oggi, invece, Renzi la indica come colpevole assoluta degli attuali problemi nel percorso di riforma del sistema pensionistico nazionale.

Video Renzi, ecco cosa pensava il premier sulla riforma Fornero nel 2012.
Renzi e il calo nei sondaggi politici: le riforme del Governo sono state davvero condivise?

Una terza possibile causa del calo nei sondaggi politici di Matteo Renzi potrebbe essere rappresentata dal metodo adottato per l'approvazione delle riforme, in particolare quelle sulla scuola e sul lavoro.

La contraddizione più evidente, in questo caso, è data dalla scelta delle alleanze del PD. Sia la riforma della scuola che quella sul lavoro sono state approvate con il voto decisivo in Parlamento del Nuovo centrodestra e di Scelta Civica. La minoranza interna, invece, è stata brutalmente messa in un angolo. Inoltre, entrambe le riforme hanno registrato profonde divisioni all'interno della sinistra italiana (anche extra parlamentare).
Infine, sono sorti diversi comitati e movimenti che puntano all'abolizione di tali norme attraverso l'istituto dei referendum.
All'inizio dell'esperienza a Palazzo Chigi, invece, Matteo Renzi aveva assicurato massima condivisione in ogni processo di riforma poiché “unico mezzo per superare le divisioni limitanti dell'ultimo ventennio berlusconiano”.

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M5S, scuola solo assunzioni virtuali: il ministro non sa cosa sia la mobilità.

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M5S, scuola solo assunzioni virtuali: il ministro non sa cosa sia la mobilità.
M5S, scuola solo assunzioni virtuali: il ministro non sa cosa sia la mobilità.
"Le nuove assunzioni di cui parla il ministro Giannini sono in realtà virtuali: sono infatti migliaia gli insegnanti che per quest'anno hanno scelto di non accettare la cattedra di ruolo pur di restare vicino a casa. Sarà solo a partire dai mesi di febbraio-marzo del 2016 che questi insegnanti dovranno decidere se confermare o meno l'accettazione del ruolo del posto scelto dal 'cervellone' del Miur”. Lo affermano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato. Proseguono dicendo:
"Il ministro dell'Istruzione affronta poi con sfrontata leggerezza una criticità sociale come quella dei trasferimenti degli insegnanti. Evidentemente non sa di cosa parla, abituata com'è a posizioni di privilegio. Come ampiamente previsto e già segnalato, il grosso della migrazione avverrà da Sud a Nord, ma il ministro di Viale Trastevere, oltre a non commentare il dato, afferma che tale trasferimento avrebbe lo scopo di dare stabilità agli insegnanti. Altro che retorica sulla mobilità, come lei afferma. Ma quale stabilità può dare a una famiglia perdere un suo componente che, per lavoro, retribuito non certo a peso d'oro, deve trasferirsi a centinaia di chilometri da casa?."
"Per quanto riguarda i fondi alle scuole il ministro e questo governo continuano a mentire quando affermano che ci saranno più risorse. Si dimenticano sempre di una postilla fondamentale: nell'ultima Legge di Stabilità il Miur ha tagliato oltre 500 milioni. Di questi, quasi 200 erano relativi ai fondi per le scuole alle quali, successivamente, è stata restituita solo poco più della metà della cifra sottratta".

"Infine, segnaliamo che queste assunzioni sono state affidate ad un 'cervellone' elettronico del ministero dell'Istruzione, che sta individuando quale docente passa da un contratto a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato e dove andrà a insegnare. C'è chi, come noi, ha chiamato questo sistema 'roulette russa', altri 'lotteria' ma, in ogni caso, resta il dato di fondo: la mancanza di trasparenza della pubblica amministrazione. Di tutto questo processo i cittadini non sanno nulla. Dobbiamo chiedere l'intervento dell'Anac?”, concludono.
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Lavoro, Jobs Act solo un disastro: crisi Auchan.

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Lavoro, Jobs Act solo un disastro: crisi Auchan

Jobs Act e i suoi strumenti solo un massacro sociale e un vantaggio esclusivo per le imprese: il caso Auchan.

“La vicenda dei 1400 esuberi Auchan dimostra che siamo di fronte al governo del 'no'. No al Reddito di cittadinanza, no ai vincoli territoriali e paesaggistici contro queste cattedrali che sono i centri commerciali, no a vere salvaguardie per i lavoratori”. Lo denunciano i deputati M5S che in aula hanno discusso un'interpellanza, a prima firma Silvia Chimienti, in cui si chiede conto al governo della crisi occupazione del marchio francese della Gdo.
“Auchan giustifica i sacrifici con la necessità di tagliare il costo del lavoro annuo per 50 milioni. Ma è evidente, invece, che siamo di fronte a scelte industriali sbagliate, a cominciare da una rete distributiva mal collocata sul territorio - spiegano Chimienti e il collega Claudio Cominardi - La facilità nei licenziamenti collettivi, nel demansionamento e nell'utilizzo di tirocini sottopagati è stata ampiamente favorita anche dall'introduzione del Jobs Act. Sarà un massacro: è facile immaginare che queste pratiche verranno abusate per ragioni discriminatorie o punitive. Oggi, ad esempio, risulta possibile per una società dichiarare lo stato di crisi e al contempo assumere nuovo personale”.
“I centri commerciali continuano a proliferare, favoriti pure dalle liberalizzazioni degli orari del governo Monti, e si cannibalizzano tra loro. Facciamo lavorare i dipendenti senza orari, anche la domenica. Li sfruttiamo fino all'osso e poi un calcio nel sedere e via. Bisogna fermare immediatamente quest'emorragia - concludono Chimienti e Cominardi - cambiare le norme, mandare a casa il governo dei ricatti e delle lobby. Il M5S lavora per dare un futuro a questo Paese”.
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